INALCA, DOPO L’INCENDIO DI UN ANNO FA IL GRUPPO CREMONINI ANNUNCIA LICENZIAMENTI A REGGIO EMILIA, DOMANI TAVOLO IN REGIONE
L’allarme dei sindacati sugli occupati dello stabilimento devastato dal maxi incendio di un anno fa: “Decisione di una gravità inaudita”. Domani tavolo di crisi in Regione
Dopo l’incendio di un anno fa, che ha devastato lo stabilimento Inalca di Reggio Emilia, sito produttivo di lavorazione carni del Gruppo Cremonini, l’azienda ha annunciato un esubero di personale prossimo alla totalità dei dipendenti occupati, 165 lavoratori, attualmente in cassa integrazione, fino al 10 febbraio prossimo, quando ricorrerà il primo anniversario del rogo.
Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil hanno subito informato i dipendenti in un’assemblea straordinaria e hanno chiesto di aprire il tavolo di crisi in Regione, fissato per domani, 16 gennaio, alle 15. “La decisione è di una gravità che si commenta da sola. Accogliamo con stupore e rabbia quanto comunicato dall’azienda perché la discussione che si è sviluppata in questi mesi non ha mai riguardato il rischio di licenziamenti di massa, ma le condizioni economiche da garantire ai lavoratori che avrebbero accettato di ricollocarsi presso altri stabilimenti del gruppo (principalmente Inalca, Fiorani e Castelfrigo sui territori di Piacenza, Modena e Mantova)”, hanno affermato Daniele Donnarumma, segretario generale Fai Cisl Emilia Centrale, Ennio Rovatti, segretario generale Uila Uil Modena e Reggio Emilia, Valerio Bondi, segretario generale Flai Cgil Emilia-Romagna e Salvatore Coda, segretario generale Flai Cgil Reggio Emilia. “Esploreremo tutte le condizioni utili offerte dalle vigenti normative per un’estensione della cassa integrazione straordinaria oltre il termine di febbraio per sei mesi e almeno fino ad agosto”, hanno aggiunto i sindacati, ribadendo “la necessità di costruire percorsi di ricollocazione dei lavoratori tesi a ridurre significativamente il numero degli esuberi prospettati e di implementare tutti gli strumenti utili ad una gestione non traumatica e non unilaterale degli stessi”.
La scelta di Inalca, secondo quanto comunicato alle sigle, sarebbe maturata in seguito al cambiamento delle condizioni di mercato che hanno visto l’unico cliente, Coop Alleanza 3.0, differenziare il 40 per cento delle commesse della carne con altri soggetti; a questo si aggiungerebbe un generale calo della domanda di questo prodotto.
“I lavoratori – ha ribadito Donnarumma della Fai Cisl – devono essere ricollocati negli stabilimenti del gruppo nei quali si applica il contratto dell’industria alimentare. Bisogna ricordare anche che tutti loro, subito dopo l’incendio, senza avere alcun accordo in tasca, andarono con le proprie auto nei siti di Castelnuovo, di Piacenza, di Castelvetro, per garantire l’occupazione, poiché per due tre giorni gli scaffali furono vuoti non essendoci possibilità di produrre: lo fecero con grande senso di responsabilità, consentendo all’azienda di fornire Coop anche in quelle condizioni”.
Dopo l’incontro di venerdì in Regione i sindacati valuteranno il da farsi: “Se l’azienda continuerà su questa linea, non escludiamo alcuna azione”.

