FAI-CISL PUGLIA, CONSIGLIO GENERALE CON IL REGGENTE NAZIONALE CASTELLUCCI: “SALUTE E SICUREZZA PRIORITÀ ASSOLUTE, SERVONO PIÙ FORMAZIONE, PREVENZIONE E CONTROLLI”
Per la Fai Cisl regionale prioritario presidiare territori e aziende: “È lì che emergono i bisogni dei lavoratori, occorre riportare al centro la partecipazione e il confronto”. Castellucci ricorda i recenti dati Inail: “Su 192 decessi complessivi nei primi tre mesi dell’anno, 14 riguardano l’agricoltura”. Preoccupano anche le malattie professionali: su 28.487 denunce complessive, 4.655 riguardano il settore agricolo. In Puglia si è passati dalle 2.850 denunce del primo trimestre 2025 alle 3.314 del 2026, di cui 999 nel comparto agricolo.
Si è tenuto oggi a Bari il Consiglio Generale della Fai Cisl Puglia. L’assise ha offerto l’occasione per fare il punto sullo stato del territorio pugliese e per affrontare le principali questioni che interessano i comparti della federazione agroalimentare cislina.
I lavori sono stati aperti dal Segretario generale della Fai Cisl Puglia, Antonio La Fortuna, evidenziando che “l'agricoltura italiana traguarda risultati straordinari ma persistono fragilità sociali e occupazionali, aggravate dai cambiamenti climatici che stanno colpendo anche la nostra regione: serve una politica agricola che rimetta al centro il lavoro, la sostenibilità e l'occupazione, accompagnando le transizioni senza scaricarne i costi sui lavoratori”. La Fortuna ha parlato del comparto della pesca, che “vive una tempesta perfetta”, con “l'impennata dei costi di carburante ed energetici, a causa della quale il ricavato della vendita del pescato spesso non copre i costi di uscita”. Il sindacalista ha poi toccato il tema forestale: “La sfida sono gli incendi, il dissesto, l'abbandono delle aree interne e questo dimostra quanto sia importante il lavoro dei forestali. Accogliamo con favore il nuovo piano Arif, ma occorre aprire una stagione di rilancio della forestazione per creare occupazione stabile”. “Parlare di dignità del lavoro – ha aggiunto La Fortuna – significa anche parlare del caporalato e delle baraccopoli: non è più accettabile che migliaia di persone vivano in condizioni di sfruttamento mentre oltre cento milioni di Pnrr assegnati alla Puglia per il superamento dei ghetti sono rimasti in gran parte inutilizzati”. La Fortuna ha infine presentato il progetto “Fai Cisl Puglia nei territori, una storia sindacale da rivivere”, evidenziando la necessità di “presidiare territori e aziende perché è lì che emergono i bisogni dei lavoratori: occorre riportare al centro la partecipazione e il confronto. Per noi partecipazione significa costruire una vera democrazia, i cui il lavoratore sia protagonista delle scelte. Non esiste futuro senza memoria e non esiste rappresentanza senza ascolto e senza partecipazione”.
Mentre il Reggente nazionale Antonio Castellucci, concludendo i lavori, ha evidenziato come di fronte alle tensioni internazionali e ai profondi cambiamenti sociali ed economici, il sindacato sia chiamato a “rafforzare vicinanza, dialogo e tutela verso lavoratrici, lavoratori e famiglie”. “La Fai Cisl – ha detto – sente pienamente questa responsabilità, sostenendo chi opera nell’agricoltura, nell’agroalimentare, nella pesca, nella forestazione e nei consorzi di bonifica: settori strategici per il Paese e per la Puglia, oggi segnati dall’aumento dei costi, dalle difficoltà dei mercati, dai cambiamenti climatici e dalla crescente precarietà occupazionale. La nostra priorità resta chiara: difendere un lavoro stabile, sicuro, contrattualizzato e dignitoso. Significa tutelare chi ogni giorno garantisce qualità alimentare, presidio ambientale, sicurezza del territorio e sviluppo delle comunità locali, riaffermando il valore sociale ed economico del lavoro agricolo e agroalimentare”.
Al centro dell’intervento di Castellucci, i temi della salute e sicurezza sul lavoro: “I dati Inail del primo trimestre 2026 e il report 2025 dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro – ha sottolineato – confermano una situazione preoccupante. In Italia continuano a crescere le denunce di infortunio e, nel solo comparto agricolo, se ne registrano 5.616. Ancora più grave il dato sulle morti sul lavoro: su 192 decessi complessivi nei primi tre mesi dell’anno, 14 riguardano l’agricoltura. Numeri che impongono a istituzioni, imprese e parti sociali di rafforzare prevenzione, controlli e responsabilità condivisa. Preoccupano anche le malattie professionali: su 28.487 denunce complessive, 4.655 riguardano il settore agricolo. In Puglia si è passati dalle 2.850 denunce del primo trimestre 2025 alle 3.314 del 2026, di cui 999 nel comparto agricolo. Dietro questi dati ci sono persone che per anni hanno lavorato in condizioni pesanti e usuranti, spesso con tutele insufficienti”.
Per la Federazione, ha affermato Castellucci, “salute e sicurezza devono restare priorità assolute nelle politiche pubbliche e nei modelli produttivi: servono più formazione, prevenzione, controlli e una diffusa cultura della sicurezza, insieme a investimenti nella qualità del lavoro, nell’innovazione e nella sostenibilità sociale delle filiere. A questo si aggiunge il contrasto al caporalato e alle irregolarità che continuano a colpire soprattutto il lavoro agricolo. Le percentuali di lavoro sommerso e sfruttamento restano troppo elevate. Per questo continueremo a sostenere la Rete del lavoro agricolo di qualità, il rafforzamento delle attività ispettive e ogni azione utile a difendere dignità e diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, italiani e migranti. La Fai Cisl continuerà inoltre a valorizzare la contrattazione, la bilateralità e la partecipazione, sostenendo le imprese sane e responsabili e promuovendo uno sviluppo fondato sulla qualità del lavoro e sulla giustizia sociale. È questa la nostra idea di sindacato: costruire soluzioni attraverso confronto, responsabilità e partecipazione, mettendo sempre al centro la persona e il valore del lavoro”.

