FAI CISL SICILIA, SVOLTO IL CONSIGLIO GENERALE CON LE CONCLUSIONI DEL REGGENTE NAZIONALE ANTONIO CASTELLUCCI
Si è riunito oggi il Consiglio Generale della Fai Cisl Sicilia, una giornata di confronto e partecipazione arricchita da numerosi interventi dei componenti. Un appuntamento che ha raccolto proposte e contenuti per rafforzare l’impegno della Federazione per il lavoro, la sicurezza, la rappresentanza, lo sviluppo della Sicilia.
Nella sua relazione di apertura, il Segretario Generale della Fai regionale, Adolfo Scotti, ha richiamato la necessità di rafforzare partecipazione, dialogo sociale e contrattazione per affrontare le sfide che interessano il lavoro, l’agricoltura e lo sviluppo della Sicilia. Al centro dell’intervento, le principali vertenze regionali, la tutela dei lavoratori, la sicurezza, la lotta al caporalato, la crisi idrica e la valorizzazione dei settori agroalimentare, forestale, della bonifica e della pesca, contando su una Federazione “sempre più impegnata a costruire sviluppo, legalità e buona occupazione per il futuro della regione”.
Anche il Segretario Generale della Cisl Sicilia, Leonardo La Piana, ha ribadito il ruolo della partecipazione e del dialogo per lo sviluppo della Sicilia, richiamando l’attenzione sulle sfide delle aree interne, della crisi idrica, della sicurezza sul lavoro e della tutela del territorio.
A concludere i lavori è stato il Reggente della Fai Cisl Nazionale, Antonio Castellucci, che a partire dalla centralità della contrattazione, della partecipazione, della formazione e della presenza sindacale nei territori, ha rilanciato il valore della confederalità e dell’impegno quotidiano a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori. “Le proposte della Fai e della Cisl – ha detto Castellucci – non cadono dall’alto, non rientra nella nostra filosofia. Per questo vanno apprezzati il lancio di CisLab, un laboratorio di idee, uno spazio vivo e dinamico, che affianca la Cisl con studiosi di più settori, e poi il lancio del Libro Verde, una vera e propria piattaforma di proposte, di confronto nazionale, con cui la Cisl punta a realizzare quel Patto sociale da tempo richiesto al Governo e alle imprese. Un documento che guarda allo sviluppo, al lavoro, alla coesione, frutto di un percorso condiviso, capace di tenere insieme analisi e rappresentanza, conoscenza ed esperienza, ricerca e vita concreta delle persone che lavorano”.
Castellucci si è soffermato sull’impatto della transizione energetica ed ecologica, dei cambiamenti demografici e delle innovazioni tecnologiche sul lavoro agroalimentare, per poi approfondire alcuni aspetti positivi contenuti nel recente Decreto Primo Maggio: “Un segnale importante che rilancia salari, tutele e occupazione di qualità, e che rafforza il ruolo della contrattazione e delle parti sociali, un risultato frutto di un proficuo lavoro della nostra Confederazione”.
Oltre a sottolineare le principali sfide contrattuali e quelle ancora da vincere contro il caporalato, Castellucci ha anche ricordato alcune preoccupanti riorganizzazioni nell’industria alimentare e si è soffermato poi sulla ricorrenza della Giornata Mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità: “È importante ribadire che settore agroalimentare e ambiente sono l’uno la condizione essenziale per l’altro, assieme al ruolo sempre più determinante dei lavoratori idraulico forestali e dei consorzi di bonifica, che merita di essere valorizzato con più reddito, tutele e sicurezza, aggiornamenti nella classificazione, nella bilateralità, nelle competenze, nella stabilità occupazionale, tutti aspetti che stiamo affrontando con determinazione nelle opportune sedi negoziali. Il tema di quest’anno – ha aggiunto – è dedicato ai pascoli, un’occasione per sollecitare le istituzioni a investire di più nel sistema allevatoriale per rafforzarne il ruolo nella conservazione della biodiversità, nell’identità culturale delle comunità locali e nella resilienza delle aree interne e rurali. Investire sul lavoro di qualità nel settore primario vuol dire prevenire il degrado del suolo e il dissesto idrogeologico, favorire nuove opportunità occupazionali, lo sviluppo di un’economia rigenerativa, il ripopolamento dei territori in abbandono, il rafforzamento della sicurezza alimentare e idrica. Tuttavia – ha ricordato però Castellucci – per noi la ricorrenza di questa giornata è anche molto amara: in diversi territori già si contano i danni dei primi incendi della stagione e si piangono le prime vittime, anche tra i forestali impegnati sul lavoro. Uno scenario che si ripete tristemente ogni anno. Esprimiamo tutto il nostro cordoglio e la nostra vicinanza alle loro famiglie. La Fai Cisl chiede di non abbassare mai la guardia sulla salute e sicurezza in ogni luogo di lavoro, e per il settore forestale continueremo a confrontarci per ottenere investimenti strutturali di manutenzione del verde da coniugare con la continuità occupazionale, il dovuto ricambio generazionale, la qualificazione del lavoro come presidio umano a tutela del patrimonio boschivo”.

