BILATERALITÀ E CONTRATTAZIONE: LA SCOMMESSA DELLA FAI CISL SUI GIOVANI SINDACALISTI PER IL WELFARE DELL’ALIMENTARE
Civitanova Marche, in provincia di Macerata, è stata teatro, a fine giugno, di un appuntamento destinato a lasciare il segno nella strategia sindacale della Fai Cisl. Il seminario, inserito nel progetto EBS “Radici Partecipative. Il valore della bilateralità nell'industria alimentare tra tutele e inclusione”, ha rappresentato molto più di un semplice momento di studio: una vera fucina di idee e competenze, in cui una nuova leva di sindacalisti ha potuto confrontarsi su un tema cruciale per il futuro del settore, quello della bilateralità, strettamente connessa alla contrattazione collettiva.
L’iniziativa ha messo in luce come l’industria alimentare, secondo comparto manifatturiero italiano per rilevanza economica e occupazionale, sia un ambito in cui il ruolo delle relazioni industriali risulta decisivo. In un tessuto produttivo articolato, che unisce grandi gruppi e piccole imprese di qualità, la capacità di governare i cambiamenti passa sempre più dalla contrattazione tra le parti sociali. Ed è proprio da questo dialogo che nasce e si sviluppa l’Ente Bilaterale di Settore (EBS), strumento centrale nella costruzione di un welfare moderno.
Il punto chiave emerso dal confronto è che la bilateralità non può essere considerata un meccanismo accessorio o burocratico. Al contrario, essa si configura come il risultato concreto di accordi negoziali, frutto della volontà condivisa tra sindacati e rappresentanze datoriali. L’EBS, infatti, nasce dal contratto nazionale dell’industria alimentare, diventando una delle espressioni più tangibili della contrattazione collettiva. Comprendere le dinamiche negoziali che ne stanno alla base è stato uno degli obiettivi principali del percorso formativo.
In questo quadro, la Fai Cisl ha scelto di investire con decisione sulle nuove generazioni. I giovani operatori e sindacalisti formati durante il seminario sono chiamati a svolgere un ruolo strategico: presidiare i territori, conoscere i bisogni dei lavoratori e tradurre gli strumenti contrattuali in risposte concrete. Una presenza capillare, soprattutto a livello provinciale, viene considerata essenziale per rendere effettivi i diritti spesso poco utilizzati per mancanza di informazione.
L’Ente Bilaterale di Settore, come è stato ribadito durante i lavori, svolge funzioni che vanno ben oltre la semplice erogazione di servizi. Le sue attività includono analisi e ricerche sul comparto alimentare, fondamentali per orientare le scelte contrattuali, oltre a interventi sulla formazione continua e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Particolare rilievo assumono le misure di sostegno economico, come le integrazioni durante i congedi parentali, che rappresentano un esempio concreto di welfare costruito attraverso la contrattazione.
Proprio il legame tra bilateralità e contratto collettivo è stato al centro dell’approfondimento. I partecipanti hanno lavorato per comprendere non solo cosa offre l’EBS, ma soprattutto come tali strumenti vengano definiti e aggiornati attraverso il negoziato. In questo senso, la bilateralità è apparsa come un terreno privilegiato in cui esercitare una contrattazione evoluta, capace di rispondere ai nuovi bisogni sociali.
Il progetto formativo ha inoltre fornito ai giovani sindacalisti strumenti operativi per rendere efficace l’azione sul territorio: dall’organizzazione degli sportelli informativi alle sperimentazioni locali, dall’assistenza nelle pratiche per l’accesso ai sussidi fino al monitoraggio dei risultati. Un percorso che mira a trasformare gli operatori in veri esperti di welfare contrattuale, in grado di accompagnare i lavoratori in un sistema sempre più articolato.
Ampio spazio è stato dedicato anche allo scambio di esperienze. La condivisione delle cosiddette “buone pratiche” ha permesso ai partecipanti di valorizzare modelli già sperimentati con successo, creando un patrimonio comune di competenze. In un contesto produttivo segnato da innovazione tecnologica e crescente attenzione alla sostenibilità, il sindacato è chiamato a evolversi, assumendo un ruolo sempre più decisivo.
L’appuntamento nelle Marche ha ribadito, in definitiva, che la sfida del sindacalismo contemporaneo si gioca su due assi fondamentali: competenza e prossimità. Rafforzare strumenti come l’EBS significa potenziare gli effetti della contrattazione, rendendola capace di incidere concretamente sulla qualità del lavoro e sulla tutela delle persone.
Investire sui giovani, in questo scenario, non è soltanto una scelta organizzativa, ma una precisa visione politica. Significa garantire continuità a un modello di relazioni industriali che mette al centro dignità, sicurezza e diritti, trasformando la bilateralità in un pilastro reale del welfare. In questo senso, la Fai Cisl – grazie anche a progetti come “Radici Partecipative” nell’ambito dell’attività dell’EBS – conferma la volontà di essere protagonista di un cambiamento che passa, inevitabilmente, dalla forza della contrattazione e dalla capacità di tradurla in strumenti efficaci per lavoratori e imprese.

