PAC, FAI FLAI E UILA: "GRAVE PASSO INDIETRO SULLA CONDIZIONALITÀ SOCIALE, MA LA PARTITA È ANCORA APERTA"
Dichiarazione dei Segretari generali Giovanni Mininni (Flai-Cgil), Enrica Mammucari (Uila-Uil) e del Reggente nazionale Antonio Castellucci (Fai-Cisl)
Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil, insieme all’Effat, esprimono forte preoccupazione per la posizione negoziale parziale assunta dal Consiglio Agrifish sulla riforma della Pac 2028-2034, che esclude la condizionalità sociale dal quadro della gestione responsabile dell’azienda agricola.
“È un grave passo indietro nella costruzione di un’Europa più giusta, sostenibile e attenta alla qualità del lavoro, maturato nonostante l’iniziativa del Governo italiano a difesa della condizionalità sociale, sostenuta purtroppo solo da Spagna, Austria e Danimarca. Parliamo di una conquista che Fai, Flai e Uila, insieme al movimento sindacale europeo, hanno perseguito per oltre 20 anni e che ha portato, nel 2021, a introdurre nella PAC un principio fondamentale: chi beneficia delle risorse europee deve rispettare le norme sul lavoro.
La condizionalità sociale tutela le lavoratrici e i lavoratori agricoli, tra i più esposti a precarietà e sfruttamento, e nello stesso tempo garantisce le imprese responsabili dalla concorrenza sleale di chi abbatte i costi comprimendo tutele e condizioni di lavoro. La qualità dell’agricoltura europea non può prescindere dalla dignità, dalla sicurezza e dalla qualità del lavoro.
La partita, tuttavia, è ancora aperta. La posizione assunta dal Consiglio è una tappa del percorso legislativo e non la sua conclusione. Per questo Fai, Flai e Uila proseguiranno, insieme all’Effat, l’iniziativa nei confronti del Parlamento europeo, della Commissione e dei Governi nazionali affinché la condizionalità sociale sia pienamente confermata nella Pac 2028-2034.
Nelle prossime settimane rafforzeremo anche l’azione di sensibilizzazione, a livello nazionale e territoriale, nei confronti degli europarlamentari italiani. Chiediamo alle forze politiche di assumersi la responsabilità di difendere un principio che qualifica il modello sociale europeo e lega il sostegno pubblico alla legalità e alla buona occupazione.
Fai, Flai e Uila saranno in piazza il prossimo 3 novembre a Bruxelles, alla grande manifestazione promossa dall’Effat, per ribadire con forza che non abbiamo alcuna intenzione di arretrare. Vogliamo un’Europa che sostenga chi produce qualità tutelando la dignità del lavoro e che sappia affermare, anche negli accordi commerciali, una piena reciprocità degli standard sociali”.

