CONCLUSO IL PROGETTO "VALORIZZARE IL LAVORO STAGIONALE MIGRANTE ATTRAVERSO UN DIALOGO SOCIALE SETTORIALE"

Con i lavori della Conferenza finale del 24-25 marzo scorsi che si sono  svolti nella Sala Convegni dell'Ecomusée d'Alsace - Ungersheim (Francia), si è concluso il  progetto europeo, finanziato dalla Commissione Europea, "Valorizzare il lavoro stagionale migrante attraverso un dialogo sociale settoriale".

Il progetto, che ha visto la Fai-Cisl come capofila, partener CCOO Spagna, CETTAR e EFFAT Belgio, IG-BAU Germania e sostenitori FNSZ, FITU FOOD e PODKREPA Bulgaria, FITAG-UGT Spagna, CFE-CGC Francia, SFPBUPASH e SPPBBSH Albania, ALPAA e COLDIRETTI Italia, ha posto particolare attenzione alle problematiche dei lavoratori stagionali e dei lavoratori stagionali migranti.  I lavori sono stati aperti dal Presidente aggiunto dell'EFFAT Ermanno Bonaldo che nella sua introduzione ha  sottolineato l'importanza di monitorare la situazione   dei  lavoratori  migranti stagionali e l'individuazione di iniziative tese a migliorarne  le condizioni di vita e di lavoro  nei vari Stati membri, sia nei paesi fornitori che nei paesi utilizzatori. Bonaldo, inoltre, ha invitato l'EFFAT a sostenere, a livello europeo,  il progetto che risulta estremamente importante per la Fai-Cisl in quanto, per una adeguata azione di tutela e rappresentanza dei lavoratori migranti, è necessario conoscere la reale situazione del settore agricolo in termini occupazionali, della accoglienza, del lavoro irregolare, della produzione.  Priorità nelle iniziative da intraprendere, attivare  servizi bilaterali "imprenditori/ Organizzazioni sindacali"  in grado di accogliere  i lavoratori  migranti, garantire condizioni di vita dignitose, far incontrare domanda e offerta nel rispetto delle regole, contratti collettivi e leggi sociali che, unitamente al "DDL 2217 Disposizioni in materia di contrasto ai fenomeni del lavoro nero, dello sfruttamento del lavoro in agricoltura"  che significherebbero ridurre o addirittura eliminare il lavoro illegale. Infine, posta l'attenzione sulla PAC, dove il Sindacato europeo è chiamato a battersi sulle seguenti questioni:

  • Condizionalità degli aiuti comunitari: riconoscere aiuti alle sole Imprese "virtuose" che applicano i Contratti Collettivi di Lavoro e le Leggi sociali - condizione, questa, che  non consentirebbe  la concorrenza  sleale tra Imprese, dumping sociale, e limiterebbe l'intermediazione illegale di manodopera - il così detto "caporalato internazionale"
  • Premialità: riconoscere premi aggiuntivi alle Imprese che creano nuova occupazione e/o occupazione di qualità
  • Produzione di qualità a prezzi concorrenziali - consentirebbe alle Aziende alimentari di    approvvigionarsi da sole aziende agricole europee, garantire cibo sicuro, valorizzare e            promuovere il cibo europeo anche nei mercati extraeuropei - creare nuova e maggiore economia.

E' intervenuto ai lavori il Segretario del Settore agricoltura dell'EFFAT Arnd SPAHN che ha illustrato il mercato del lavoro agricolo in Europa che conta 4 milioni di lavoratori migranti e stagionali che lavorano  principalmente in Italia, Spagna, Francia e Germania; persone  che vengono sfruttate, private della loro dignità e che, non di rado, vivono situazioni di vera schiavitù. Sphan, nel ringraziare la Fai-Cisl per la realizzazione del progetto, ha ricordato che nel 2019 la Direttiva sui lavoratori stagionali verrà recepita negli Stati membri e che dobbiamo continuare nella azione di  lobbying nei confronti dei  governi  da esercitare da parte delle Organizzazioni sindacali nazionali,  al fine di ottenere una trasposizione favorevole ai lavoratori stagionali.

Hanno inoltre partecipato alla Conferenza il Presidente della CFE CGC, Pascal LEFEUVRE; Patrick CAUDRON e Jean-Pierre KLAPUCH - Réseau-Projectives; Gautier BODIVIT CFE CGC Francia; Anelia, Podkrepa, Bulgaria; Thomas HENTSCHEL, IGBAU - Germania. Le questioni analizzate e considerate prioritarie nel progetto sono state:

  • La mobilità
  • La rete di comunicazione e informazione,
  • Il dialogo sociale

La mobilità si basa su alcuni assi principali:

  • Certificato Europeo delle Competenze.
  • Mobilità della pensione - portabilità effettiva dei diritti e alla possibilità di trasferire i contributi nel paese di origine.

La “rete comunicazione-informazione" che va  sviluppata tramite  cooperazione transnazionale con i vari paesi, sia fornitori che riceventi. Dialogo sociale che dovrebbe permettere la realizzazione  una carta sociale contenente tutti i problemi di alloggio, scambio delle migliori pratiche: la carta potrebbe riprendere "AGRIPASS", in particolare in ragione della futura assenza del Regno Unito, che lo aveva boicottato in origine. Altri temi quali la formazione sindacale, e i controlli, devono essere inclusi nel quadro dei futuri progetti europei, come emerso in questo progetto.

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