CONSIGLIO GENERALE FAI CISL. CASTELLUCCI: “BENE IL DECRETO 1 MAGGIO, MA OCCUPAZIONE FEMMINILE E GIOVANILE ANCORA DEBOLE NELL’AGROALIMENTARE”
L’incontro a Roma con oltre 150 partecipanti si è concluso con l’intervento della Segretaria Generale della Cisl Daniela Fumarola
Si è svolto oggi a Roma il Consiglio Generale della Fai Cisl nazionale, aperto dalla relazione del Reggente Antonio Castellucci e concluso, dopo un lungo dibattito, con l’intervento della Segretaria Generale della Cisl Daniela Fumarola.
Tra i temi affrontati da Castellucci, la tenuta del settore agroalimentare nonostante le ripercussioni di guerre e tensioni geopolitiche, e alcune conquiste ottenute dal sindacato rispetto allo scenario nazionale: “Il decreto Primo Maggio – ha affermato – rappresenta un segnale importante nella direzione di un vero Patto sociale con cui rilanciare salari, tutele e occupazione di qualità, è un risultato frutto di un proficuo lavoro della nostra Confederazione, una scelta, quella del Governo, che rafforza il ruolo della contrattazione e delle parti sociali. Sono importanti, nel provvedimento, gli incentivi alle assunzioni di donne e giovani under 35 per favorire l’occupazione stabile, soprattutto nelle aree della Zes unica. I dati Istat confermano però che resta molto da fare, davanti a un’occupazione femminile e giovanile ancora troppo debole rispetto ai bisogni del territorio e dei settori agroalimentari e ambientali”.
Ampio spazio poi è stato riservato da Castellucci ai temi della bilateralità e della partecipazione in tutti i settori seguiti dalla Fai, alla tutela di salute e sicurezza, alla prevenzione del caporalato e del dumping sociale, alle competenze dei lavoratori, alla formazione sindacale, alle tante sfide contrattuali che riguardano la Federazione, come la contrattazione decentrata per il quadriennio 2026-2029 nei gruppi dell’industria alimentare. “Sono aperti oltre 20 tavoli negoziali nazionali – ha ricordato in proposito Castellucci – e nelle prossime settimane se ne aggiungeranno altri, tra cui Conserve Italia, AIA-Veronesi e Ferrero. Restano forti preoccupazioni per alcune riorganizzazioni avviate da grandi multinazionali come Nestlé e Heineken, con possibili ricadute occupazionali. Per questo riteniamo strategico rafforzare il ruolo dei rappresentanti sindacali nei Comitati Aziendali Europei e sviluppare modelli di relazioni industriali sempre più partecipativi. Sul piano nazionale – ha aggiunto – preoccupa anche la crisi del settore bieticolo-saccarifero e la situazione di Coprob-Zuccheritalia, che stiamo seguendo attentamente, inoltre grande attenzione è rivolta alle evoluzioni del Gruppo NewPrinces-Newlat, protagonista di una forte espansione industriale culminata con l’acquisizione di Carrefour Italia, un’operazione che rafforza un modello integrato ‘dal campo allo scaffale’ e che richiede un presidio sindacale attento sulle ricadute occupazionali, organizzative e contrattuali lungo tutta la filiera”.
Mentre affrontando il negoziato in corso per rinnovare il Ccnl degli operai agricoli, che riguarda 1 milione di lavoratrici e lavoratori, Castellucci ha ricordato alcuni temi centrali del confronto con le controparti: contrattazione aziendale, bilateralità, mercato del lavoro, appalti, permessi e congedi, lavoratori migranti, malattia, infortuni, lavori disagiati e valorizzazione dei contratti provinciali, strumenti ‘sartoriali’ contrattuali che rafforzano concretamente il confronto nei luoghi di lavoro e consolidano relazioni sindacali fondate sulla partecipazione, sulla rappresentanza e sulla vicinanza ai bisogni delle persone”.
Infine, delineando alcune priorità della Federazione agroalimentare cislina, Castellucci ha rivendicato il modello sindacale che identifica la Fai Cisl come “un modello fondato sulla contrattazione, sulla partecipazione, sull’ascolto e sulla presenza quotidiana nei territori e nei luoghi di lavoro”, evidenziando gli “obiettivi di più formazione e qualificazione professionale, più qualità e dignità del lavoro lungo tutta la filiera, maggiore inclusione dei lavoratori stranieri, più attenzione a salute e sicurezza in tutti i luoghi di lavoro, maggiore partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori, anche attraverso la piena attuazione della Legge 76/2025, necessaria per migliorare le relazioni industriali”.
Concludendo l’assise, Daniela Fumarola ha evidenziato, tra i molti temi, il ruolo determinante dell’Ue nell’affrontare le sfide attuali in ambiti strategici come energia, immigrazione, Pac. “Dietro l’agroalimentare italiano – ha detto la leader della Cisl – non ci sono soltanto numeri importanti, export record o eccellenze riconosciute nel mondo. Dentro queste filiere si intrecciano sostenibilità, sicurezza, ambiente, approvvigionamenti, qualità produttiva e tenuta sociale. Ancor più oggi, in uno scenario internazionale che continua a deteriorarsi, con effetti che colpiscono sempre più duramente il lavoro, le produzioni agricole e i territori”. “Oggi – ha affermato Fumarola – i Paesi che compongono l’Europa sono storicamente, per la prima volta, soli. Soli, insieme, come ha detto con grande efficacia Mario Draghi. Per questo dobbiamo compiere un vero salto politico. Gli europei chiedono all’Unione di difendere libertà, prosperità e solidarietà. E chiedono ai leader europei il coraggio di costruire finalmente risposte comuni all’altezza di questa fase storica, sul piano delle scelte economiche e finanziarie, della politica estera e della difesa, delle politiche sociali”. “L’accordo Mercosur – ha aggiunto – rappresenta un’opportunità importante. È giusto verificarne con attenzione la compatibilità con i Trattati. Ma sarebbe un errore ripiegare su un’Europa paralizzata da veti, paure e frammentazioni interne, mentre le grandi potenze stanno ridefinendo gli equilibri commerciali globali. L’obiettivo deve essere un altro: costruire accordi che rafforzino la nostra autonomia strategica, tutelando lavoro, qualità produttiva, reciprocità delle regole e difesa del Made in Italy e del Made in Europe”.

