BRACCIANTI UCCISI AD AMENDOLARA, FAI E CISL CALABRIA: "TRAGEDIA CHE INTERROGA TUTTI, È ORA DI DIRE MAI PIÙ"
"La tragedia di Amendolara, nella quale hanno perso la vita in circostanze macabre, quattro lavoratori agricoli, tre afgani e un pakistano morti carbonizzati, interroga le coscienze di ciascuno e di ognuno. Quanto sta emergendo, grazie alle indagini delle forze dell’ordine e della magistratura, che ringraziamo, è raccapricciante. La piaga del caporalato, la violenza criminale, si legano, lasciando una ferita profonda".
Lo affermano il Segretario Generale della CISL Calabria Giuseppe Lavia e il Segretario Generale della FAI CISL Calabria Francesco Fortunato.
"Il video delle telecamere di sorveglianza - dichiarano i due sindacalisti - scuote ogni coscienza. Siamo vicini alle famiglie delle vittime, che accarezzavano il sogno di una vita migliore e hanno trovato la morte in circostanze di una violenza inaudita. Condividiamo le parole del Vescovo Savino: 'il caporalato è una forma moderna di schiavitù che prospera dove il lavoro diventa carne da spremere'. Serve verità e giustizia, ed una reazione che spezzi ogni forma di indifferenza. Mai più simili tragedie".
"L’immagine di una agricoltura di qualità narrata – continua la nota sindacale congiunta - stride con lo sfruttamento dei lavoratori, con le braccia caricate sui furgoni, con aree di illegalità e di caporalato che sono presenti da tempo e che hanno portato a diversi episodi di violenza verificatisi negli ultimi mesi, con segnali preoccupanti. Di fronte ai fenomeni del lavoro nero e del caporalato che continuano a imperversare, occorre un impegno corale fra istituzioni, imprese e parti sociali, per il lavoro dignitoso, per i diritti, perché il cibo è buono se è giusto, se non sfrutta il lavoro. Serve costruire percorsi di integrazione dei lavoratori immigrati, una gestione dei flussi che tenga conto delle esigenze reali di un comparto, nel quale la manodopera di origine extracomunitarie è vitale, semplificando e sburocratizzando le procedure di ingresso, consapevoli che la dignità umana viene prima di tutto. Accanto a questo tema, c’è l’urgenza di dare piena attuazione alla legge 199 sul caporalato, rafforzando i controlli nelle aree a forte vocazione agricola, introducendo premialità per le imprese agricole virtuose e agendo sulla prevenzione e sull’integrazione".

